Attività per le scuole, Laboratori didattici

La materia della terra

L’argilla è un materiale derivato dalle rocce e legato alla presenza di umidità abbondante. È fatta apposta per fare giochi semplici. E belli. Sa parlare alle mani con parole fatte di buchi, di graffi e di impronte. Se l’appoggi sul viso ti stupirà con una bella sensazione di fresco, e, già che ci sei, avvicina il naso per sentirne l’odore. È un misto di profumo di bagnato (hai presente quell’odore di pioggia che si sente prima che piova realmente?), di cantina, di passeggiate nel bosco.

Ceramica
Antichissima ed affascinante tecnica che ha accompagnato l’uomo sin dalla preistoria quando i popoli la usavano per creare oggetti di utilizzo domestico per poi dar vita ad oggetti importanti anche dal punto di vista ornamentale.
Moltissimi artisti hanno lavorato l’argilla, sia per realizzare opere finite che per i bozzetti preparatori. L’argilla può essere cotta in forno a temperature molto alte (900-1050 gradi) ma può anche essere lasciata essiccare naturalmente.
come si fa
In laboratorio non è importante cosa si fa ma come si fa: i bambini esplorano le caratteristiche dell’argilla attraverso gesti e azioni, sperimentano tecniche artigianali in modo creativo. Provano il piacere di fare da soli, di cimentarsi in qualcosa di nuovo, che sostengono la riflessione, la curiosità, il senso della meraviglia. Ci si sporca le mani e un po’ di terra finisce anche sotto le unghie.
il laboratorio è un luogo di creatività e conoscenza, dove l’apprendimento passa attraverso il fare, la scoperta e la sperimentazione: non è più importante ciò che si produce, ma il modo con cui si arriva al prodotto: la finalità dell’attività è quella di fornire strumenti e competenze tecniche affinché ognuno possa stimolare il proprio “pensiero progettuale creativo” e arrivi a sviluppare uno specifico stile individuale.
La metodologia di lavoro predilige il gioco, in un alternarsi di regole e casualità, “sganciando” il contesto dalle aspettative circa il manufatto (si gioca con la creta per sperimentarsi, immaginare, scoprire…): in questo senso, l’esperienza proposta diventa patrimonio individuale e della classe, permettendo di uscire dal rischio di competizione e frustrazione che spesso tali esercizi comportano.

Obiettivi:
• Obiettivi didattici: attraverso la manipolazione della creta (guidata e libera), si contribuisce allo sviluppo della percezione tattile e visiva, della coordinazione oculo-manuale e della motricità fine; lo sviluppo delle capacità logiche di classificazione e seriazione, la comprensione di forma, peso e consistenza; l’interiorizzazione delle principali nozioni topologiche.
• Possibilità espressiva: attraverso il contatto fisico e la manipolazione si aiuta a scoprire e mettere in gioco le capacità manuali individuali, conoscenze e creatività. Attraverso il fare si comunica qualcosa di se’ agli altri, si rinforza la fiducia nelle proprie possibilità, si superano blocchi espressivi e comunicativi
• Sviluppo dell’autonomia: pur fornendo competenze e strumenti di base, specifiche regole di esecuzione, il percorso permette ai bambini l’acquisizione di uno stile individuale, un proprio modello operativo: non è importante il finito ma il percorso che il bambino fa per arrivare alla conoscenza. “Non è l’oggetto che va conservato, ma il modo, il metodo progettuale, l’esperienza modificabile pronta a produrre ancora…”.
• Condivisione delle esperienze: il laboratorio è anche un luogo di incontro educativo, di formazione, collaborazione: si favorisce lo sviluppo socio-relazionale attraverso la condivisione dei materiali, il contributo individuale, in un clima di cooperazione e non competizione.

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