Attività per le scuole

Maremma Laziale

TARQUINIA ETRUSCA – NECROPOLI + MUSEO NAZIONALE ETRUSCO + GIRO CITTA’
Con le sue cento e più tombe affrescate tra l’età arcaica e quella ellenistica, Tarquinia costituisce la più importante pinacoteca del mondo antico prima di Pompei. Dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, la cittadina deve la sua importanza alle sue origini etrusche (dell’area della Civita).
La Necropoli Etrusca di Tarquinia , si estende per circa 750 ettari a tre chilometri dall’abitato, in località Montarozzi, è una delle più importanti tra quelle conosciute essendo ricca di tombe a camera con decorazioni pittoriche. L’uso di decorare le camere sepolcrali non è prerogativa della città di Tarquinia, ma è solo qui che il fenomeno raggiunge dimensioni tali da costituire un’importante testimonianza dell’evoluzione della civiltà etrusca dal VII al III secolo a.C. Le immagini che vi sono riprodotte tendono a ricostruire intorno alla figura del defunto scene che si riferiscono alla sua vita quotidiana, quasi a voler sottolineare, la continuità della vita oltre la morte.
Le Tombe Visitabili sono: Tombe del Cacciatore, dei Giocolieri, della Pulcella, Cardarelli, della Fustigazione, Fiore di Loto, delle Leonesse, dei Gorgoneion, dei Caronti, dei Leopardi, delle Baccanti, della Caccia e Pesca. Trasferimento a Tarquinia, famosa in tutto il Mondo non solo per le necropoli, ma anche come cittadina Medievale (Corneto).
Molte le ipotesi sull’origine del nome Corneto, la più attendibile lo fa derivare dall’albero di corniolo (corpus arbor), pianta dalle piccole foglie verdi e frutti rossi, di che prolificava in prossimità dell’attuale abitato ed è rappresentata sullo stemma della città; nel suo Centro Storico potrete perdervi nelle caratteristiche vie impreziosite da piazze e torri che si elevano al cielo, palazzi ed importanti chiese romaniche.
Visita guidata del famoso Museo Archeologico.

 

VULCI
All’interno dell’area archeologica di Vulci si sono succeduti ritrovamenti che hanno reso famosa la città al pari degli scavi di Pompei ed Ercolano. Vulci cominciò a formarsi intorno al IX sec. a. C. su un pianoro vicino al mar Tirreno sulle rive del fiume Fiora. Dall’analisi del letto del Fiora traiamo indicazioni sull’origine geologica dell’area caratterizzata dalle rocce vulcaniche provenienti dal complesso dei monti Vulsini che si sono sistemate su quelle calcaree ricordo degli oceani che ricoprivano la nostra penisola. I resti che possiamo ammirare nel parco ci portano a credere che la città sia stata definitivamente abbandonata nel corso dell’Alto medioevo.
La vegetazione del Fiora, grazie alla purezza delle sue acque danno la possibilità a pesci e piante di trovare un habitat favorevole per il proprio sviluppo così come avveniva in tempi ormai passati.

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